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lunedì 19 novembre 2012

Le sei dita di Anna Bolena




Ecco come inizia il racconto “Le sei dita” ispirato ad Anna Bolena, seconda moglie di re Enrico VIII d’Inghilterra. All’epoca (e anche per parecchi secoli dopo) c’erano vari segni che secondo le credenze popolari indicavano che si era in presenza di una strega. Questi potevano essere:

dei nei neri piuttosto vistosi
delle macchie rosso vino
a volte, i capelli rossi
donne che conoscevano l’uso delle erbe
e, appunto, un sesto dito

Anna Bolena non aveva propriamente un sesto dito ma piuttosto una sorta di escrescenza che non si era trasformata in un dito vero e proprio, ma che comunque era visibile. Per questo cercò sempre di nascondere il suo sesto dito agli occhi degli altri.

Ed ora, ecco come inzia il racconto:

Dicevano che era un segno di stregoneria o, peggio, della presenza del demonio. Fin da bambina mia madre mi faceva indossare abiti con le maniche lunghe, capaci di nascondere quell’imperfezione e la cosa funzionava, perché nessuno solitamente se ne accorgeva finché non ero io a fidarmi abbastanza da confessarlo. Poche persone sapevano di quel mio segreto ma nonostante questo io me ne vergognavo come se tutta l’Inghilterra ne parlasse. Su una delle mie mani era cresciuto un pezzo di carne che doveva essere un sesto dito, ma che per fortuna non si era sviluppato del tutto. Avere una mano con sei dita voleva dire essere segnati per sempre, essere notati, essere considerati diversi, pericolosi, persone da cui stare alla larga. Se, come nel mio caso, un sesto dito-o ciò che poteva essere identificato come tale- cresceva sulla mano di una donna, allora questa era comunemente riconosciuta come una strega. Ecco perché dovevo nascondere il mio sesto dito, benché non fossi una strega né nulla di simile, ecco perché allungavo sempre le maniche degli abiti in modo che il pizzo coprisse quell’escrescenza da sguardi indiscreti. Neppure Enrico, re Enrico VIII, che divenne mio marito, lo notò, finché non fui io a mostrarglielo. In seguito, questa mia fiducia mi si ritorse contro: quando venni ingiustamente accusata di stregoneria, Enrico nominò anche questi mio difetto fisico per avvalorare la sua tesi e rafforzare le sue accuse contro di me. Disse che l’avevo stregato, che per colpa mia e di chissà quali malefici aveva lasciato la regina Caterina, allontanato da sé la figlia Maria e iniziato una guerra con la chiesa. Naturalmente, nulla di tutto questo era vero: Enrico si era semplicemente innamorato di me e il resto era stato frutto di sue scelte e iniziative, anche se devo ammettere che non feci mai nulla perché, almeno, si riavvicinasse a Maria e fui felice quando il re decise di essere lui stesso a capo della chiesa. Quanto a Caterina, di cui ero stata dama di compagnia, mi era indifferente. Allontanata dalla corte, restava per me solo una figura scialba, sfiorita, la cui unica consolazione stava nella fede. Ma, in fondo, non erano forse i suoi genitori, Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, coloro che venivano chiamati “i Re Cattolici?”. La mia storia, o gran parte della mia storia, la conoscete già. Sapete del mio matrimonio segreto con Enrico, della nascita di mia figlia Elisabetta, di quando ero all’apice e del momento in cui tutto cadde rovinosamente ai miei piedi. Conoscete anche la storia della mia morte, o di quella che tutti credono sia stata la mia morte. Decapitazione, una modalità di sbarazzarsi delle sue mogli che Enrico adottò anche dopo di me e in generale, per l’Inghilterra di allora, quando ero ancora giovane, un modo per disfarsi in fretta dei nemici o delle persone ritenute sgradite. Non so esattamente quando maturò in lui la volontà di eliminarmi, credo sia stato un processo graduale, iniziato quando si rese conto che nemmeno da me, come era accaduto con la regina Caterina, avrebbe avuto un erede maschio, ovviamente, ebbe il suo culmine quando conobbe Jane Seymour

1 commento:

  1. Non sapevo della escrescenza ad una mano che aveva Anna Bolena tale da parlare quasi di un sesto dito.E sapete come l'ho appreso? Da un dialogo nel film "Fiori d'acciaio" e mi ero incuriosito;ora lo so; tutto qui!!!

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