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martedì 9 aprile 2013

IL SOSIA DI MAYERLING-ESTRATTO GRATUITO

Ecco come inizia il racconto contenuto in Sopravvissuti de Il sosia di Mayerling, dedicato alla figura del principe ereditario Rodolfo d'Asburgo:

IL SOSIA DI MAYERLING

 

 

Cles, 30 gennaio 1955

 

 

L’avevo visto la prima volta in Baviera, durante una visita a Possenhofen. La famiglia di mia madre si era riunita al castello ed io, esauriti i convenevoli, avevo preferito andarmene un po’ nei dintorni, poiché mal sopportavo la folla e le chiacchiere della gente, per quanto fossero i miei parenti. M’incamminai per una stradina che portava nei boschi, la stessa che mia madre Elisabetta percorreva quando, da bambina, seguiva il nonno durante le sue battute di caccia. Ricordo che sentii un rumore poco lontano e osservando in quella direzione rimasi sbalordito. Davanti ai miei occhi, infatti, si era materializzato come dal nulla un uomo che conoscevo alla perfezione, come non avevo mai conosciuto altri: ero io, lì, davanti a me stesso. Un uomo con i miei stessi tratti, gli stessi capelli, gli stessi zigomi, gli stessi occhi, la stessa corporatura, presumibilmente la mia stessa età. Il mio sosia mi osservava a sua volta stupito, ma non più di tanto. Sapeva naturalmente chi ero ed il mio ritratto si poteva trovare facilmente sui giornali o riprodotto sui souvenir per i turisti. Fece infatti un piccolo inchino e disse:


“Buongiorno, Principe”.


“Buongiorno” risposi, frastornato, senza sapere che altro dire. Com’era possibile che il mio sosia passeggiasse tranquillamente proprio a Possenhofen, poco lontano dal castello dei Wittelsbach? Qualcuno doveva averlo visto, magari abitava in zona.

“Sono qui solo di passaggio, riparto domani” disse, quasi mi avesse letto nel pensiero.

“Ma com’è possibile?” riuscii a dire, mentre lui mi osservava divertito.

“Non lo so, Principe. Sapeste quante volte mi scambiano per Voi! Speriamo non venga in mente a nessuno di compiere un attentato o sarò davvero nei guai!”.

“Ma…qualcuno della mia famiglia sa di Voi?” chiesi.

“No, nessuno. Non so come sia possibile una tale somiglianza, non so nemmeno perché oggi mi sono spinto fin qui, a Possenhofen. Pareva che una forza mi attirasse verso questo posto, magari, proprio per incontrarvi” rispose.


Fui molto sollevato nello scoprire che né i Wittelsbach né la Casa D’Asburgo conosceva l’esistenza di quell’uomo. Che fosse un figlio illegittimo dell’Imperatore, o di qualche zio o parente? Pareva di riflettersi in uno specchio.

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