Sei ipotetici sopravvissuti della Storia. Vivi per anni, decenni. Secoli

lunedì 9 settembre 2013

LA VAMPIRA BATHORY ADESCAVA COSI' LE SUE VITTIME, ESTRATTO DAL LIBRO SOPRAVVISSUTI






Ecco come la Contessa Sanguinaria, Erzebeth Bathory, probabilmente la prima vampira della Storia (realmente esistita) racconta nel libro Sopravvissuti come adescava le sue vittime. Faccio notare che questa non è invenzione-anche la scuola di belle maniere fu realmente una sua trovata- ma il racconto dei fatti come tramandati dall’epoca:


Partivo di buon mattino con la mia carrozza e tra i villaggi ungheresi sceglievo le più belle ragazzine che incontravo, figlie dei contadini, dei maniscalchi, della gente del borgo e le invitavo a salire. Se rifiutavano, le costringevo a forza, poi le portavo al castello e giorno dopo giorno, per non ucciderle subito, ne bevevo il sangue tagliando il corpo di quelle disgraziate e poi cicatrizzando le ferite con un ferro incandescente. Le poverette gridavano tutto il tempo, ma nessuno al castello osava fermarmi, i servi sapevano che potevano diventare presto delle vittime. Nei borghi intanto la gente iniziò a notare le sparizioni sempre più frequenti e qualcuno vide la mia carrozza mentre afferravo una di quelle ragazze. Erano solo contadini e nonostante il dolore per la perdita subita, avevano troppa paura di me, quella che avevano iniziato a chiamare la “Contessa Sanguinaria”, inoltre ero una nobile e il popolo sa che non ci si deve mai mettere contro la nobiltà. Quando le ragazze morivano, venivano gettate in una fossa comune dai servi e partivo per una nuova caccia capace di saziarmi per varie settimane. Il mio errore fu quando decisi di nutrirmi del sangue di ragazze nobili. Avevo pensato che il sangue di tali ragazze fosse più puro di quello delle contadine, quindi con effetti ancora maggiori: oltre a berlo, continuavo anche i miei bagni e mi sembrava che la mia pelle diventasse di giorni in giorno più splendida e lucente. Decisi così di ordire uno stratagemma che le avrebbe condotte direttamente a me: un’accademia di belle maniere.

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